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domenica 14 novembre 2010

Pubblicazione sul trisettimanale di Crotone

Articolo di presentazione su 'Il Crotonese'
trisettimanale d'informazione della Provincia di Crotone
Numero 130 - Sabato 6 Novembre 2010.


Oggi pomeriggio l’inaugurazione de ‘La resurrezione di Claudiano’

Utopia che dà forza al Sogno

La galleria d’arte Lucia Messina ospita Giorgio Dante

Sarà inaugurata oggi, 6 Novembre, alle ore 18.00, presso la galleria d’arte contemporanea ‘Lucia Messina’ di Crotone, in via Firenze 33, la mostra dal titolo ‘Giorgio Dante e la resurrezione di Claudiano’.
La galleria crotonese ospiterà fino al prossimo 21 novembre i dipinti del giovane artista milanese.
Giorgio Dante ha, infatti, appena 28 anni ma vanta già un notevole curriculum artistico.
Diplomato nel 2006 all’Accademia di Belle Arti di Roma con il massimo dei voti in decorazione, ha partecipato alla seconda edizione dell’esposizione collettiva ‘Giovani Esordi’, tenutasi presso la Rocca Farnese del Comune di Valentano, nel 2007.
Lo stesso anno ha luogo presso la galleria Logu’s Arte di Roma, l’esposizione personale di disegni ‘Giorgio Dante’. Nel 2008 espone alla collettiva ‘Nel Cerchio di Bocklin’, tenutasi presso la galleria Vittoria di Roma; lo stesso anno è stato presente ad un’esposizione collettiva ispirata alla figura di S. Sebastiano preso la galleria Cfm di New York.
“Nella pittura di Dante – scrive Robertomaria Siena a proposito dell’artista – tutto è ordine, solo che quest’ordine non si mette a presidiare nessuna repressione e nessun arcigno divieto. La statica trionfa senz’altro sulla dinamica; si tratta però di una statica che respira nella propria pienezza, la pienezza di un sogno dispiegato a piene mani e che non ammette di essere contraddetto.
‘E chiaro che le immagini di Dante sono clamorosamente impossibili; questa impossibilità è però la loro concretezza perchè indica i desideri che non possono essere sradicati e che tornano continuamente a galla. A questo punto, sulle labbra del fruitore più attento, vediamo spuntare la parola utopia. Termine più che esatto; se di utopia si tratta, ci troviamo però dinanzi ad un sogno realisticamente accartocciato su se stesso perchè ben conscio dell’impossibilità di smuovere la realtà dalla sua condizione di miseria e di abbandono”.
“’E interessante – prosegue Robertomaria Siena – concludere il nostro discorso rivelando come Giorgio Dante trasferisca in arte il ragionamento etico di Kant. Il grande filosofo sostiene che la virtù rimane tale a prescindere dall’esistenza o meno di uomini virtuosi. Il pittore, da parte sua, afferma con forza che la felicità e la liberazione costituiscono semplicemente la verità. Questa verità trionfa sicuramente nello spazio ristretto ma regale del quadro, il luogo menzognero che si spalanca vertiginosamente su quella patria edenica che sentiamo come la nostra dimora più autentica e dalla quale non saremmo mai dovuti uscire.”. 

venerdì 1 ottobre 2010

"Giorgio Dante, l'immaginifico della classicità"

"Nel cerchio di Bosch", recente mostra collettiva allestita presso la Galleria Diletta Vittoria, a cura di Tiziana Todi e di Robertomaria Siena, ha offerto al visitatore l'occasione di entrare in un mondo di proiezione onirica dove "l'immaginario" si traduce in edonismo plastico, che nel caso dell'artista Giorgio Dante folgora di nitidezza accademica interpretata da un'inquietudine personale intrisa di lirismo poetico. 
La dedica della mostra a Hieronymus Bosch (1450-1516) il grande "pittore dell'immaginario" è stata lo spunto per gli artisti Giorgio Dante, Tommaso Didimo, Ilaria Bragalone e Luciano Rignanese di essere liberi di esprimere il proprio immaginario, in modo tale che, come afferma il critico Siena "ciascun artista ha ricondotto le suggestioni del grande visionario alla propria poetica e alla propria sensibilità."
Giorgio Dante in particolare, "pittore anacronista che affonda la sua cultura figurativa nella pittura ufficiale vittoriana e nell'accademismo internazionale", nato a Milano nel 1982 e diplomato nel 2006 all'Accademia di Belle Arti di Roma con il massimo dei voti, è pittore del Simbolo e della Bellezza, non crudele e tagliente come il mito vorrebbe, ma traslucida di una poesia efebica e velata che propone - ma non impone - un'interpretazione della Classicità e della sua seduzione eterna fuori del tempo, attraverso il velo di un sogno interpretativo impalpabile che crea intime suggestioni e una indiscutibile attrazione elettiva. 

Articolo di Francesca Di Castro, 
pubblicato sulla rivista bimestrale di cultura, poesia, dialetto, arte e tradizioni popolari 
Voce Romana  fondata da Giorgio Carpaneto- Direttore Sandro Bari- numero 5  
settembre - ottobre 2010.

lunedì 31 maggio 2010

Articolo della poetessa Maria Lenti


Robertomaria Siena, scrittore e critico d’arte


Di Robertomaria Siena sta per uscire, per le edizioni Marte di Lucilio Santoni, Il ritorno degli dei, un studio sugli artisti Paolo Consorti, Leonardo Caboni e Tommaso Didimo.

Autore di poesie (Ampullae è del 2008), di aforismi (Frammenti del Disàngelo, 2009), Robertomaria Siena ha una ricca bibliografia sull’arte contemporanea, fatta di monografie e di riflessioni teoriche e filosofiche sull’arte in sé, sui movimenti del Novecento.

Docente dell’accademia di belle arti di Macerata e da alcuni decenni a quella di Roma, ha avuto ed ha individuato allievi che hanno trovato una loro strada di artisti. Tra questi, Paolo Consorti, studente a Macerata, è uno dei maggiori artisti e incisori contemporanei; Leonardo Caboni, allievo a Roma tra gli anni ottanta e novanta del secolo scorso, ha al suo attivo mostre e consensi critici; Tommaso Didimo è un giovane di sicuro talento che dall’astratto sta passando al figurativo.

E proprio quest’ultimo è stato protagonista, insieme a Ilaria Bragalone, Giorgio Dante, a Luciano Rignanese, di una recente mostra alla Galleria “Vittoria” di via Margutta, intitolata “Nel cerchio di Bosch”: nel “principio di piacere”, del Bosch paradisiaco non infernale, l’elemento basilare della ricerca dei quattro artisti che si muovono all’interno della regalità della pittura..

Un piacere vòlto a salvare, dunque, non a dannare (se così posso esprimermi, volendo evitare tuttavia ogni moralismo codino). Il piacere <<della bellezza come evento assoluto e sovrumano>> (Ilaria Bragalone, Giorgio Dante) – il virgolettato è ripreso dal dépliant firmato da Siena -, il piacere come <<splendore, lusso e volontà di imporsi alla nostra anima assetata di meraviglioso>> (Tommaso Didimo), il piacere quasi <<contemplazione erotica>> in Luciano Rignanese.

Il piacere, dunque, che <<si accompagna all’intelligenza e (che) si presenta come del tutto ostile alla volgarità e alla miseria morale e psicologica. I nostri pittori considerano così l’arte come la “riserva aurea” dell’umanità. Basterà questa “riserva” a salvarci dall’orrore che ci assale da ogni parte? Non lo sappiamo e non lo sanno gli artisti. La ricerca, per loro, è “premio a se stessa”; pertanto vanno avanti accumulando opere capaci di rendere noi a noi stessi quali “sognatori definitivi”, per dirla con l’indimenticabile espressione di André Breton.>>

Definitivamente sognatori, in noi il sogno, di fronte alle opere esposte, continua.

Maria Lenti


Estratto dal sito web: www.marchecultura.com