La dedica della mostra a Hieronymus Bosch (1450-1516) il grande "pittore dell'immaginario" è stata lo spunto per gli artisti Giorgio Dante, Tommaso Didimo, Ilaria Bragalone e Luciano Rignanese di essere liberi di esprimere il proprio immaginario, in modo tale che, come afferma il critico Siena "ciascun artista ha ricondotto le suggestioni del grande visionario alla propria poetica e alla propria sensibilità."
Giorgio Dante in particolare, "pittore anacronista che affonda la sua cultura figurativa nella pittura ufficiale vittoriana e nell'accademismo internazionale", nato a Milano nel 1982 e diplomato nel 2006 all'Accademia di Belle Arti di Roma con il massimo dei voti, è pittore del Simbolo e della Bellezza, non crudele e tagliente come il mito vorrebbe, ma traslucida di una poesia efebica e velata che propone - ma non impone - un'interpretazione della Classicità e della sua seduzione eterna fuori del tempo, attraverso il velo di un sogno interpretativo impalpabile che crea intime suggestioni e una indiscutibile attrazione elettiva.
Articolo di Francesca Di Castro,
pubblicato sulla rivista bimestrale di cultura, poesia, dialetto, arte e tradizioni popolari
Voce Romana fondata da Giorgio Carpaneto- Direttore Sandro Bari- numero 5
settembre - ottobre 2010.
1 commento:
Ma quando metti i tuoi nuovi quadri?
Aspetto con ansia....
Abbracci Mina
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